Progetti di ricerca

Corpo della pagina
2025 Inconscio e umorismo 

Descrizione del progetto

Il progetto di ricerca esplora il rapporto tra umorismo e inconscio, assumendo il comico come forma privilegiata di espressione psichica e culturale. L’umorismo, lungi dall’essere una dimensione superficiale della comunicazione, si configura come un dispositivo simbolico capace di mettere in scena desideri, paure e conflitti profondi. Attraverso l’analisi di testi letterari e teorici, il progetto intende indagare la funzione dell’umorismo come spazio di tensione tra riso e tragico, leggerezza e angoscia, gioco e sofferenza.

Obiettivi

Il progetto si propone di:

  • Analizzare i meccanismi inconsci che alimentano il comico e il motto di spirito;

  • Indagare il ruolo dell’umorismo come via d’accesso all’inconscio, secondo la prospettiva freudiana;

  • Esplorare la funzione dell’umorismo nella letteratura come maschera del tragico e come forma di elaborazione del conflitto;

  • Esaminare la dimensione culturale e collettiva del comico, inteso come espressione dell’inconscio sociale;

  • Comprendere il ruolo dell’umorismo come pratica di resistenza in contesti di crisi sociale e politica.

Quadro teorico

Il progetto si fonda principalmente sulla teoria psicoanalitica di Sigmund Freud, in particolare sui concetti sviluppati ne Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio e nei testi dedicati all’umorismo. In dialogo con la psicoanalisi, la ricerca si avvale dei contributi della teoria letteraria, della filosofia e degli studi culturali, assumendo l’opera di autori quali Cervantes, Shakespeare, Molière, Pirandello, Kafka e Beckett come luoghi privilegiati per osservare l’intreccio tra comicità e inquietudine esistenziale.

Metodologia

La ricerca adotterà un approccio interdisciplinare, articolato in:

  • Analisi testuale e comparata di opere letterarie in cui il comico svolge una funzione strutturante;

  • Studio dei testi teorici psicoanalitici dedicati all’umorismo e al motto di spirito;

  • Lettura culturale e storica delle forme del comico in relazione ai contesti sociali e politici;

  • Confronto tra dimensione individuale e collettiva dell’umorismo.

Risultati attesi

Il progetto intende contribuire a una ridefinizione dell’umorismo come dispositivo psichico complesso, capace di trasformare il disagio e di rendere dicibile il rimosso. I risultati attesi includono:

  • Un approfondimento teorico del rapporto tra umorismo, inconscio e creazione letteraria;

  • Una lettura del comico come spazio di elaborazione simbolica e critica della realtà;

  • La valorizzazione dell’umorismo come chiave interpretativa della crisi del soggetto e della modernità.

2024 Tra Leonardo e Freud, il genio delle origini nelle formule della creazione: un confronto aperto nell’ambito dei saperi 

Descrizione del progetto

Il progetto di ricerca si propone di indagare la figura di Leonardo da Vinci alla luce dell’interpretazione freudiana contenuta in Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, ponendo al centro il concetto di sublimazione come chiave teorica per comprendere l’origine della creazione artistica e scientifica. A partire dall’analisi del celebre ricordo infantile evocato da Freud — l’immagine enigmatica dell’uccello nella culla — la ricerca intende esplorare il nesso tra fantasma originario, pulsioni, legame materno e destino della sessualità, mettendo in dialogo psicoanalisi, storia dell’arte, letteratura e scienza.

Obiettivi

L’obiettivo principale del progetto è chiarire se e in che modo la sublimazione possa essere intesa non soltanto come concetto metapsicologico astratto, ma come processo concreto di creazione, capace di attraversare tanto l’opera artistica quanto l’indagine scientifica. In questo senso, il Leonardo di Freud viene assunto come caso esemplare di una modalità creativa che non elimina il conflitto pulsionale, ma lo trasforma in ricerca, forma e conoscenza.

Il progetto mira inoltre a:

  • Analizzare la rappresentazione freudiana della sessualità, dell’omosessualità e della questione paterna in relazione alla biografia e all’opera di Leonardo;

  • Esaminare il carattere retroattivo e narrativo dell’indagine freudiana, che si configura come un vero e proprio racconto teorico-letterario;

  • Interrogare il rapporto tra sublimazione, sintomo e inquietudine creativa, evitando una lettura moralizzante o idealizzante del processo artistico.

Quadro teorico

Il progetto si fonda sul pensiero freudiano, con particolare riferimento al concetto di sublimazione, sviluppato sia nei testi clinici sia in opere di riflessione culturale come Il disagio nella civiltà. In questa prospettiva, la sublimazione viene considerata come alternativa alla rimozione e alla fissazione sintomatica, ma anche come condizione strutturale della modernità, nella quale la civiltà stessa si fonda sulla rinuncia pulsionale e sulla trasformazione delle pulsioni in attività simboliche elevate.

L’arte leonardesca, definita da Freud come la «forma più alta di sublimazione concessa all’uomo», diventa così il luogo privilegiato per interrogare la tensione tra distruzione e creazione, angoscia e contemplazione, conflitto e forma.

Metodologia

La ricerca adotterà un approccio interdisciplinare, articolato in:

  • Analisi testuale delle opere freudiane dedicate a Leonardo e alla sublimazione;

  • Studio comparato delle opere artistiche e scientifiche di Leonardo come espressioni di un unico movimento creativo;

  • Confronto critico con contributi successivi della psicoanalisi, della filosofia e della teoria estetica;

  • Attenzione alla dimensione politica e culturale della sublimazione come esperienza collettiva e storica.

Risultati attesi

Il progetto intende contribuire a una ridefinizione del concetto di sublimazione come lavoro sulla forma, segnato da resti, costi e tensioni irrisolte, piuttosto che come pacificazione dei conflitti. Attraverso il confronto tra Leonardo e Freud, la ricerca mira a offrire una riflessione originale sul genio creativo, sull’origine della conoscenza e sul ruolo dell’inquietudine come motore tanto dell’arte quanto del pensiero scientifico.

2023 L'Unheimliche di Freud. Il familiare e le dimore del segreto

Descrizione del progetto

Il progetto di ricerca intende approfondire il concetto freudiano di Unheimliche (perturbante), assumendolo come categoria teorica centrale per comprendere le dinamiche dell’inquietudine moderna. L’Unheimliche designa l’esperienza in cui ciò che è più familiare, domestico e identitario si trasforma improvvisamente in estraneo e minaccioso, rivelando la presenza di un segreto che affiora dall’interno stesso della familiarità. A partire dal saggio freudiano Das Unheimliche (1919), il progetto indaga il modo in cui il perturbante mette in crisi i confini tra interno ed esterno, noto e ignoto, identità e alterità.

Obiettivi

Il progetto si propone di:

  • Analizzare il concetto di Unheimliche nella sua genesi teorica e nelle sue implicazioni psicoanalitiche;

  • Esplorare il legame tra perturbante, rimozione e ritorno del rimosso;

  • Indagare la metafora della casa (Heim) come spazio simbolico dell’identità, abitato dal segreto e dall’alterità;

  • Mettere in dialogo la psicoanalisi con la letteratura, l’estetica, la filosofia e le arti;

  • Esaminare le risonanze contemporanee dell’Unheimliche in relazione alle trasformazioni dello spazio, del tempo e delle forme del vivere comune, includendo prospettive di ordine politico e culturale.

Quadro teorico

Il quadro teorico si fonda sul saggio freudiano Il perturbante, in dialogo con la riflessione filosofica novecentesca e contemporanea, in particolare con contributi come quelli di Schelling e Jacques Derrida, che hanno sottolineato la dimensione spettrale, segreta e irriducibile dell’Unheimliche. Il perturbante viene così inteso non come semplice paura dell’ignoto, ma come esperienza del ritorno di ciò che è stato rimosso e che, pur essendo originariamente familiare, si presenta come estraneo.

Metodologia

La ricerca adotterà un approccio interdisciplinare, articolato in:

  • Analisi testuale del saggio freudiano e dei testi teorici a esso connessi;

  • Lettura critica di opere letterarie e artistiche in cui il perturbante svolge una funzione strutturante;

  • Confronto tra prospettive psicoanalitiche, filosofiche ed estetiche;

  • Attenzione alle trasformazioni contemporanee delle categorie di spazio, tempo e abitare.

Risultati attesi

Il progetto mira a restituire l’Unheimliche come categoria critica fondamentale per comprendere l’esperienza moderna e contemporanea dell’inquietudine. I risultati attesi includono:

  • Una rilettura del perturbante come esperienza strutturale dell’identità, sempre attraversata dall’alterità;

  • Un contributo al dialogo interdisciplinare tra psicoanalisi, letteratura, arti e filosofia;

  • Una riflessione sul valore critico e politico del perturbante come rivelazione di ciò che, pur essendo nascosto, insiste nel riemergere.

2022 Ascolto e transfert. Traduzioni e autotraduzioni in letteratura e psicanalisi

Descrizione del progetto

Il progetto di ricerca intende indagare il rapporto tra ascolto psicoanalitico, transfert e traduzione letteraria, assumendo la traduzione come pratica ermeneutica e relazionale, più che come semplice operazione tecnica. A partire dalla concezione freudiana della cura come cura della parola e dell’ascolto, la ricerca esplora l’analogia tra l’atto analitico dell’ascoltare e l’atto traduttivo, entrambi intesi come esperienze che implicano sospensione del giudizio, apertura all’alterità e attraversamento di un senso che eccede la coscienza.

Obiettivi

Il progetto si propone di:

  • Analizzare il concetto di ascolto psicoanalitico come esperienza transfenomenologica;

  • Indagare il transfert come struttura relazionale del senso, attiva tanto nella clinica quanto nella pratica della traduzione;

  • Esplorare la traduzione e l’autotraduzione come forme di ascolto del testo e dell’altro;

  • Mettere in dialogo psicoanalisi, teoria della traduzione e critica letteraria;

  • Riflettere sul ruolo della traduzione come pratica critica in opposizione all’appiattimento culturale e all’omologazione del gusto.

Quadro teorico

Il quadro teorico si fonda sul pensiero freudiano relativo alla parola, all’ascolto e al transfert, in dialogo con la filosofia fenomenologica e post-fenomenologica, la teoria della traduzione e gli studi comparatistici. La traduzione viene intesa come spazio di tensione tra fedeltà e tradimento, tra verità e trasmissibilità, tra patrimonio culturale e sua trasmissione, secondo una concezione non etnocentrica delle letterature e dei saperi.

Metodologia

La ricerca adotterà un approccio interdisciplinare, articolato in:

  • Analisi teorica dei testi psicoanalitici sul linguaggio e sull’ascolto;

  • Studio comparato di opere letterarie in traduzione e autotraduzione;

  • Analisi critica dei paratesti e delle scelte traduttive;

  • Confronto tra pratiche cliniche e pratiche traduttive come dispositivi di relazione e interpretazione.

Risultati attesi

Il progetto mira a restituire la traduzione come atto di ascolto e di transfert, capace di preservare la pluralità dei mondi e la complessità delle opere. I risultati attesi includono:

  • Una ridefinizione della traduzione come pratica poetica e critica;

  • Un contributo teorico al dialogo tra psicoanalisi e studi sulla traduzione;

  • Una riflessione sul valore etico e politico della traduzione come spazio di libertà, imprevedibilità e incontro tra differenze.