VIII Convegno di Letteratura e Psicanalisi “Inconscio e Umorismo”
L’umorismo rappresenta una forma essenziale di comunicazione e di espressione umana. Nel corso della storia, l’umorismo è stato identificato come uno strumento privilegiato per indagare le profondità della psyche. Autori come Cervantes, Shakespeare, Molière, Pirandello, Kafka e Beckett (per fare solo alcuni nomi) hanno esplorato l’assurdo e il comico per riflettere sull’inconscio, sul senso della vita e sulla condizione umana. L’umorismo letterario, in particolare, cela spesso il tragico dietro una maschera comica, svelando al contempo la complessità degli affetti umani. Questa tensione tra riso e pianto, tra leggerezza e profondità, rende il comico un tema centrale per l’analisi psicanalitica. Sigmund Freud identificava nell’umorismo, e in particolare nel motto di spirito, una via privilegiata per accedere all’inconscio. Questo convegno intende approfondire questo legame, indagando i meccanismi inconsci che alimentano il comico e il modo in cui l’umorismo permette di esprimere liberamente desideri, paure e conflitti attraverso il linguaggio del gioco, l’ironia e il paradosso. In tale prospettiva, l’umorismo non si limita a una dimensione superficiale di leggerezza, ma si rivela uno specchio profondo, capace di riflettere le pieghe più nascoste dell’animo umano. Non è solo un fenomeno individuale, ma anche culturale e collettivo. Diverse forme di comicità incarnano l’inconscio di una società, rivelando paure, stereotipi, tensioni e tabù condivisi. Durante periodi di crisi sociale, politica o economica, il comico si trasforma spesso in una forma di resistenza: un linguaggio velato che consente di criticare il potere o sfidare le norme sociali senza incorrere in pesanti conseguenze. Molte espressioni del comico giocano con i tabù culturali, sfidando le convenzioni e mettendo in discussione ciò che è socialmente accettabile. Il riso, in questo contesto, si configura come una liberazione dalle restrizioni culturali, un mezzo per affrontare il rimosso e per esorcizzare paure e tensioni condivise. In un’epoca segnata dall’incertezza e dalla crisi del significato, l’umorismo offre una chiave preziosa per comprendere la complessità dell’essere umano, per svelarne le contraddizioni e per accogliere, con un sorriso, la precarietà dell’esistenza. Ridere diventa allora un modo per abitare il paradosso, confrontarsi con il vuoto e accettare la molteplicità del reale, senza cedere alla tentazione di ridurlo a una univoca verità.
Data ultimo aggiornamento: 21/12/2025